SEI SICURO DI UTILIZZARE OMEGA 3 SENZA MERCURIO?


L’Intossicazione da Mercurio può portare dolori articolari e muscolari. Il mercurio si deposita sui tessuti molto lentamente nel corso del tempo, quindi può generare dolori articolari neurologici, infiammazioni e rigidità agli arti.
Un altro sintomo dell’intossicazione da mercurio può essere la stanchezza, la debolezza muscolare o i crampi.
Naturalmente, non è semplice collegare questi sintomi ad un’intossicazione da mercurio, visto che esistono molte altre malattie che possono avere i medesimi sintomi come la fibromialgia, l’artrite, ecc.
Intossicazione da Mercurio: sono anche dovute a otturazioni dentali e problemi digestivi.Anche in presenza di stitichezza, disbiosi candida possono essere dovute a intossicazione da mercurio. Essa può verificarsi quando in bocca si hanno vecchie otturazioni dentali composte da mercurio (oggi non più in uso): alcuni piccolissimi frammenti di mercurio possono essere ingeriti durante la masticazione creando problemi sia allo stomaco che alla flora batterica intestinale.I Virus e batteri si nutrono di metalli pesanti per replicarsi nel nostro intestino sede del sistema immunitario.
Intossicazione da Mercurio: disturbi cerebrali
Il mercurio si deposita principalmente nei tessuti grassi come, ad esempio, il cervello.Un’intossicazione da mercurio può creare problemi alle funzioni mentali. Essa può essere molto dannosa per lo sviluppo cerebrale dei neonati: in gravidanza si raccomanda di consumare con cautela tonno e altri pesci grassi proprio per evitare che il mercurio presente possa raggiungere il feto e comprometterne lo sviluppo cerebrale.
I sintomi riscontrati, invece, negli adulti sono: emicrania, problemi di memoria e linguaggio, scarsa attenzione e problemi analoghi.
Omega-3, intossicazione da mercurio e problemi cardiaciGli Omega-3 svolgono un ruolo importante nella prevenzione di disturbi cardiovascolari, tant’è che come terapia post-infarto si usano spesso prodotti a base di Omega-3 come supporto terapeutico.
Consumare pesce fa bene al cuore perché contiene Omega-3 ma, allo stesso tempo, la presenza di mercurio può provocare problemi cardiovascolari.
Alcuni studi sostengono che la percentuale di mercurio nel nostro corpo, anche se bassa, a lungo andare possa andare a causare disfunzioni endoteliali, che provocano danni al sistema circolatorio aumentando la possibilità di incorrere in malattie cardiovascolari.
Gli Omega 3 sono essenziali per il nostro fabbisogno quotidiano e, che sia tramite Omega 3 animali (che consigliamo maggiormente),quindi pesce, o tramite Omega3 vegetali, quindi semi di lino, semi di canapa, semi di chia, noci, e via dicendo o integratori Omega 3 , essi vanno assunti.
Una giusta dose di Omega 3 giornaliera risponde perfettamente al proverbio “meglio prevenire che curare”: grazie alla sua famosa azione antinfiammatoria , gli Omega 3 sono in grado di prevenire, appunto, tutta una serie di malattie che hanno come origine una forma infiammatoria: Morbo di Alzeheimer, Morbo di Chron, artriti, tumori al seno e alla prostata, allergie di vario tipo (in particolare sinusite e rinite) e tante, tante altre ancora!
Però guai a non generalizzare perché non tutti gli Omega 3 sono uguali come non tutto l’olio di pesce è di qualità !
Omega 3 animali vs Omega 3 vegetali: scegli il pesce!In primis, vi è già una grande differenza tra Omega 3 animali e Omega 3 vegetali : chi decide di assumere pesce anziché sostituirlo con noci e semi vari, e via dicendo (generalmente chi opta per una dieta vegetariana o vegana) sceglie già bene, perché imposta una dieta a maggior contenuto di EPA e DHA .
E’ così importante che vi siano più EPA e DHA negli Omega 3 che consumiamo? Assolutamente sì!
Dove possiamo trovare più EPA e DHA?EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) si trovano nello zooplancton e nel fitoplancton e sono il primo anello della catena alimentare di mari ed oceani.
Ed è per la ragione sopracitata che è proprio nei pesci che ritroviamo la concentrazione maggiore di questi acidi grassi, specie nei pesci di acqua salata (nello specifico, delle acque fredde) come: tonno, aringhe, sardine, sgombro.
La percentuale di EPA e DHA che possiamo riscontrare in un pesce grasso è da 10 a 100 volte superiore rispetto alle fonti terrestri che possiamo ritrovare negli Omega 3 vegetali .
Negli Omega 3 vegetali , infatti, vi risiede una più alta percentuale di ALA, l’altro nutriente Omega 3, rispetto EPA e DHA puri.
Certo, ALA (acido linoleico) può sintetizzare EPA e DHA, ma riesce a farlo davvero bene, in maniera efficiente? La risposta è no.
La sintetizzazione dell’ALA nei derivati metabolici EPA e DHA è spesso insufficiente, e siccome sono loro a portare all’essere umano la massima azione antinfiammatoria, vien da sé che sia preferibile tralasciare gli Omega 3 vegetali e mangiare pesce (quello azzurro, possibilmente di piccola taglia, è ciò che contiene più Omega 3 puro) oppure, per chi non lo gradisce come alimento, affidarsi direttamente ai migliori integratori.
Come controllare la qualità degli integratori Omega 3 di olio di pesce?Il metodo è quello di controllare i dati nel certificato d’analisi, redatto da un ente che, famoso in tutto il mondo, è incaricato proprio di vagliare tutte le aziende che sottopongono loro i prodotti.
Come verificare il grado di purezza di un prodotto Omega 3?
Le aziende veramente serie del settore , che vogliono inserire sul mercato solamente i migliori integratori Omega 3 , sono le prime , infatti, a rendere pubblici tutte le loro analisi e i conseguenti certificati , in modo da garantire la massima chiarezza e trasparenza. Questo consente ai propri consumatori di acquistare in modo consapevole ed informato.
L’inquinamento è la primissima causa che sta alla base di una mancata qualità di un determinato tipo di olio di pesce, ma esistono prodotti non inquinati, di alta qualità e che arrivano ad una percentuale di EPA e DHA davvero molto alta.
Gli integratori Omega 3 che non soddisfano certi parametri standard non solo risultano inefficaci, ma finiscono per essere anche dannosi per il nostro corpo a lungo andare.
Le aziende in questione sottopongono ogni lotto di produzione ad un istituto superpartes, riconosciuto e stimato a livello mondiale da chiunque si occupi di produrre integratori di Omega 3: L’ IFOS .
Chi passa i test dell’ IFOS con il massimo dei voti ottiene il riconoscimento di alta qualità del prodotto e se esso è praticamente puro al 100% quest’olio di pesce sarà definito come ‘ultrapurificato ’.
Ma capiamo meglio assieme cos’è l’ IFOS.
IFOS: programma internazionale per il controllo degli standard dell’olio di pesceIFOS, ente che determina i migliori integratori Omega 3Grazie ad un’iniziativa di Nutrasource Diagnostics e dei SearsLab, situati nel Nord America (con sede presso l’University of Guelph – Canada), dal 2003 è partito il programma International Fish Oil Standards , più conosciuto al pubblico tramite la sigla IFOS .
IFOS , come recita il titolo in grassetto, è il programma internazionale per il controllo degli standard dell’olio di pesce e, attualmente, molte aziende nordamericane vi hanno aderito, prima fra tutte la SearsLab.
Riconosciuto a livello internazionale, IFOS analizza la qualità dei prodotti e attesta, con un certificato di garanzia, l’eventuale elevato standard qualitativo, la stabilità, la purezza e la concentrazione dei prodotti a base di Omega 3 che ne rispettano tutti i parametri, definiti da organizzazioni come la WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la CNR (Council for Responsible Nutrition).
Come si crea un Omega 3 IFOS?Attraverso processi meccanici di spremitura a freddo , l’olio di pesce viene filtrato e distillato attraverso varie fasi, ovviamente più costose se si fanno le cose per bene, col fine ultimo di aumentare la quantità di EPA e DHA nel prodotto finito, quello che più interessa al benessere del cliente.
Molte aziende usano questo metodo, consigliatissimo, però molte altre ricorrono all’estrazione per raffinazione, che prevede costi decisamente più contenuti e l’utilizzo di solventi chimici, che alterano fortemente lo stato e le proprietà naturali dell’olio e diminuiscono di molto le percentuali ideali di EPA e DHA che dovrebbero esserci.
Omega 3 certificati IFOSLa certificazione IFOS è ciò che dà sicurezza al cliente che l’ olio di pesce in questione sia certamente ultrapurificato , quindi esente da rischi igienico-sanitari del caso.
Negli archivi IFOS vi sono tutte le aziende che hanno deciso di rendere pubblici i test sui propri prodotti e, se non vi compaiono, probabilmente c’è da diffidare perché, chi lo sa, l’ente potrebbe riscontrare basse qualità e rovinare la reputazione di tale azienda.
Altre aziende, invece, fanno analizzare solo una parte della propria merce all’ IFOS , quindi, in questo caso, sarebbe il caso di cercare a prescindere sul sito IFOS se quel determinato prodotto ha superato tutti i controlli del caso (controllandone, quindi, il punteggio) e non fidarsi, a priori, della certificazione data perché potrebbero averla ottenuta sulla base di altri prodotti in commercio.
Standard per la certificazione 5 stelle IFOSLo standard IFOS impone che gli integratori Omega 3 migliori debbano avere almeno un 60% di acidi grassi Omega 3 EPA e DHA con rapporto 40:20 e, per risultare digeribile, deve contenere una bassa percentuale di acidi grassi saturi, che rallentano il metabolismo.
Gli Omega 3 in particolare EPA e DHA devono essere nella forma di trigliceride naturale (TG) in modo da assicurare una elevatissima biodisponibilità rispetto alla forma di estere etilico (EE) contenuta in altri prodotti ossia nell’80% dei prodotti più commerciali (supermercato, discount, internet) . La forma di EPA e DHA trigliceride permette quindi di ottenere gli stessi benefici ma con minori quantità di prodotto rispetto alla forma etilestere.
Consigliamo, senza troppo stupore, di concentrarvi su tutti quei prodotti che hanno ottenuto le 5 stelle IFOS : potranno essere più costosi ma è meglio spendere qualche euro in più che accumulare agenti inquinanti tossici, no?
Quindi ricordiamo ottima concentrazione di EPA e DHA in forma di Trigliceride molto piu’ disponibile e con certificazione IFOS.In questo modo evitiamo contaminazioni di metalli pesanti che ostruiscono le nostre arterie e devastano il nostro Microbiota sede del sistema Immunitario.

Il mercurio si deposita sui tessuti molto lentamente nel corso del tempo, quindi può generare dolori articolari neurologici, infiammazioni e rigidità agli arti.
Un altro sintomo dell’intossicazione da mercurio può essere la stanchezza, la debolezza muscolare o i crampi.
Naturalmente, non è semplice collegare questi sintomi ad un’intossicazione da mercurio, visto che esistono molte altre malattie che possono avere i medesimi sintomi come la fibromialgia, l’artrite, ecc.
Intossicazione da Mercurio: sono anche dovute a otturazioni dentali e problemi digestivi.Anche in presenza di stitichezza, disbiosi candida possono essere dovute a intossicazione da mercurio. Essa può verificarsi quando in bocca si hanno vecchie otturazioni dentali composte da mercurio (oggi non più in uso): alcuni piccolissimi frammenti di mercurio possono essere ingeriti durante la masticazione creando problemi sia allo stomaco che alla flora batterica intestinale.I Virus e batteri si nutrono di metalli pesanti per replicarsi nel nostro intestino sede del sistema immunitario.
Intossicazione da Mercurio: disturbi cerebrali
Il mercurio si deposita principalmente nei tessuti grassi come, ad esempio, il cervello.Un’intossicazione da mercurio può creare problemi alle funzioni mentali. Essa può essere molto dannosa per lo sviluppo cerebrale dei neonati: in gravidanza si raccomanda di consumare con cautela tonno e altri pesci grassi proprio per evitare che il mercurio presente possa raggiungere il feto e comprometterne lo sviluppo cerebrale.
I sintomi riscontrati, invece, negli adulti sono: emicrania, problemi di memoria e linguaggio, scarsa attenzione e problemi analoghi.
Omega-3, intossicazione da mercurio e problemi cardiaciGli Omega-3 svolgono un ruolo importante nella prevenzione di disturbi cardiovascolari, tant’è che come terapia post-infarto si usano spesso prodotti a base di Omega-3 come supporto terapeutico.
Consumare pesce fa bene al cuore perché contiene Omega-3 ma, allo stesso tempo, la presenza di mercurio può provocare problemi cardiovascolari.
Alcuni studi sostengono che la percentuale di mercurio nel nostro corpo, anche se bassa, a lungo andare possa andare a causare disfunzioni endoteliali, che provocano danni al sistema circolatorio aumentando la possibilità di incorrere in malattie cardiovascolari.
Gli Omega 3 sono essenziali per il nostro fabbisogno quotidiano e, che sia tramite Omega 3 animali (che consigliamo maggiormente),quindi pesce, o tramite Omega3 vegetali, quindi semi di lino, semi di canapa, semi di chia, noci, e via dicendo o integratori Omega 3 , essi vanno assunti.
Una giusta dose di Omega 3 giornaliera risponde perfettamente al proverbio “meglio prevenire che curare”: grazie alla sua famosa azione antinfiammatoria , gli Omega 3 sono in grado di prevenire, appunto, tutta una serie di malattie che hanno come origine una forma infiammatoria: Morbo di Alzeheimer, Morbo di Chron, artriti, tumori al seno e alla prostata, allergie di vario tipo (in particolare sinusite e rinite) e tante, tante altre ancora!
Però guai a non generalizzare perché non tutti gli Omega 3 sono uguali come non tutto l’olio di pesce è di qualità !
Omega 3 animali vs Omega 3 vegetali: scegli il pesce!In primis, vi è già una grande differenza tra Omega 3 animali e Omega 3 vegetali : chi decide di assumere pesce anziché sostituirlo con noci e semi vari, e via dicendo (generalmente chi opta per una dieta vegetariana o vegana) sceglie già bene, perché imposta una dieta a maggior contenuto di EPA e DHA .
E’ così importante che vi siano più EPA e DHA negli Omega 3 che consumiamo? Assolutamente sì!
Dove possiamo trovare più EPA e DHA?EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) si trovano nello zooplancton e nel fitoplancton e sono il primo anello della catena alimentare di mari ed oceani.
Ed è per la ragione sopracitata che è proprio nei pesci che ritroviamo la concentrazione maggiore di questi acidi grassi, specie nei pesci di acqua salata (nello specifico, delle acque fredde) come: tonno, aringhe, sardine, sgombro.
La percentuale di EPA e DHA che possiamo riscontrare in un pesce grasso è da 10 a 100 volte superiore rispetto alle fonti terrestri che possiamo ritrovare negli Omega 3 vegetali .
Negli Omega 3 vegetali , infatti, vi risiede una più alta percentuale di ALA, l’altro nutriente Omega 3, rispetto EPA e DHA puri.
Certo, ALA (acido linoleico) può sintetizzare EPA e DHA, ma riesce a farlo davvero bene, in maniera efficiente? La risposta è no.
La sintetizzazione dell’ALA nei derivati metabolici EPA e DHA è spesso insufficiente, e siccome sono loro a portare all’essere umano la massima azione antinfiammatoria, vien da sé che sia preferibile tralasciare gli Omega 3 vegetali e mangiare pesce (quello azzurro, possibilmente di piccola taglia, è ciò che contiene più Omega 3 puro) oppure, per chi non lo gradisce come alimento, affidarsi direttamente ai migliori integratori.
Come controllare la qualità degli integratori Omega 3 di olio di pesce?Il metodo è quello di controllare i dati nel certificato d’analisi, redatto da un ente che, famoso in tutto il mondo, è incaricato proprio di vagliare tutte le aziende che sottopongono loro i prodotti.
Come verificare il grado di purezza di un prodotto Omega 3?
Le aziende veramente serie del settore , che vogliono inserire sul mercato solamente i migliori integratori Omega 3 , sono le prime , infatti, a rendere pubblici tutte le loro analisi e i conseguenti certificati , in modo da garantire la massima chiarezza e trasparenza. Questo consente ai propri consumatori di acquistare in modo consapevole ed informato.
L’inquinamento è la primissima causa che sta alla base di una mancata qualità di un determinato tipo di olio di pesce, ma esistono prodotti non inquinati, di alta qualità e che arrivano ad una percentuale di EPA e DHA davvero molto alta.
Gli integratori Omega 3 che non soddisfano certi parametri standard non solo risultano inefficaci, ma finiscono per essere anche dannosi per il nostro corpo a lungo andare.
Le aziende in questione sottopongono ogni lotto di produzione ad un istituto superpartes, riconosciuto e stimato a livello mondiale da chiunque si occupi di produrre integratori di Omega 3: L’ IFOS .
Chi passa i test dell’ IFOS con il massimo dei voti ottiene il riconoscimento di alta qualità del prodotto e se esso è praticamente puro al 100% quest’olio di pesce sarà definito come ‘ultrapurificato ’.
Ma capiamo meglio assieme cos’è l’ IFOS.
IFOS: programma internazionale per il controllo degli standard dell’olio di pesceIFOS, ente che determina i migliori integratori Omega 3Grazie ad un’iniziativa di Nutrasource Diagnostics e dei SearsLab, situati nel Nord America (con sede presso l’University of Guelph – Canada), dal 2003 è partito il programma International Fish Oil Standards , più conosciuto al pubblico tramite la sigla IFOS .
IFOS , come recita il titolo in grassetto, è il programma internazionale per il controllo degli standard dell’olio di pesce e, attualmente, molte aziende nordamericane vi hanno aderito, prima fra tutte la SearsLab.
Riconosciuto a livello internazionale, IFOS analizza la qualità dei prodotti e attesta, con un certificato di garanzia, l’eventuale elevato standard qualitativo, la stabilità, la purezza e la concentrazione dei prodotti a base di Omega 3 che ne rispettano tutti i parametri, definiti da organizzazioni come la WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la CNR (Council for Responsible Nutrition).
Come si crea un Omega 3 IFOS?Attraverso processi meccanici di spremitura a freddo , l’olio di pesce viene filtrato e distillato attraverso varie fasi, ovviamente più costose se si fanno le cose per bene, col fine ultimo di aumentare la quantità di EPA e DHA nel prodotto finito, quello che più interessa al benessere del cliente.
Molte aziende usano questo metodo, consigliatissimo, però molte altre ricorrono all’estrazione per raffinazione, che prevede costi decisamente più contenuti e l’utilizzo di solventi chimici, che alterano fortemente lo stato e le proprietà naturali dell’olio e diminuiscono di molto le percentuali ideali di EPA e DHA che dovrebbero esserci.
Omega 3 certificati IFOSLa certificazione IFOS è ciò che dà sicurezza al cliente che l’ olio di pesce in questione sia certamente ultrapurificato , quindi esente da rischi igienico-sanitari del caso.
Negli archivi IFOS vi sono tutte le aziende che hanno deciso di rendere pubblici i test sui propri prodotti e, se non vi compaiono, probabilmente c’è da diffidare perché, chi lo sa, l’ente potrebbe riscontrare basse qualità e rovinare la reputazione di tale azienda.
Altre aziende, invece, fanno analizzare solo una parte della propria merce all’ IFOS , quindi, in questo caso, sarebbe il caso di cercare a prescindere sul sito IFOS se quel determinato prodotto ha superato tutti i controlli del caso (controllandone, quindi, il punteggio) e non fidarsi, a priori, della certificazione data perché potrebbero averla ottenuta sulla base di altri prodotti in commercio.
Standard per la certificazione 5 stelle IFOSLo standard IFOS impone che gli integratori Omega 3 migliori debbano avere almeno un 60% di acidi grassi Omega 3 EPA e DHA con rapporto 40:20 e, per risultare digeribile, deve contenere una bassa percentuale di acidi grassi saturi, che rallentano il metabolismo.
Gli Omega 3 in particolare EPA e DHA devono essere nella forma di trigliceride naturale (TG) in modo da assicurare una elevatissima biodisponibilità rispetto alla forma di estere etilico (EE) contenuta in altri prodotti ossia nell’80% dei prodotti più commerciali (supermercato, discount, internet) . La forma di EPA e DHA trigliceride permette quindi di ottenere gli stessi benefici ma con minori quantità di prodotto rispetto alla forma etilestere.
Consigliamo, senza troppo stupore, di concentrarvi su tutti quei prodotti che hanno ottenuto le 5 stelle IFOS : potranno essere più costosi ma è meglio spendere qualche euro in più che accumulare agenti inquinanti tossici, no?
Quindi ricordiamo ottima concentrazione di EPA e DHA in forma di Trigliceride molto piu’ disponibile e con certificazione IFOS.In questo modo evitiamo contaminazioni di metalli pesanti che ostruiscono le nostre arterie e devastano il nostro Microbiota sede del sistema Immunitario.

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