I DANNI DA DEPLEZIONE DEL COENZIMA Q10

La deplezione del Coenzima Q10 indotta dalle statine può produrre gravi danni come miastenie, dolori articolari, fibromialgia, colesterolo, problemi di cuore e molte altre.

La causa degli effetti collaterali indotti dalle statine è nota da tempo: “Le statine riducono il Coenzima Q10 nelle cellule. Producono danni muscolari, anche al cuore, non sempre, ma talvolta sì…” continuava a ripetermi un grande Maestro, già vent’anni fa. La mia attenzione verso i pazienti che fanno uso di questa classe di farmaci è, per tal motivo, stata massima da sempre. Ho infatti integrato la loro dieta con supplementazioni di Coenzima Q10 e ho sempre cercato di ragionare con loro sui motivi reali del rischio cardiovascolare.

Danni della deplezione del coenzima Q10: prevenzione

Si sono avute notizie dal mondo di numerosi pazienti morti per effetti collaterali della terapia con statine: 1000 casi di effetti collaterali severi solo in Germania, 7 dei quali mortali e circa 500 casi mortali totali nel mondo a causa dell’uso di farmaci con Statine. Il Coenzima Q10 infatti svolge la straordinaria funzione antiossidante (anti radicali liberi) proprio nei confronti del tessuto muscolare (anche cardiaco).

Ho sempre sostenuto che la prevenzione cardiovascolare si effettui con la dieta, EPA/DHA , magnesio, D-ribosio, carnitina, olio di lino, biancospino, coenzima Q10 (lo sostiene anche il Dr Sinatra, cardiologo di fama mondiale). La supplementazione di antiossidanti come resveratrolo e quercetina mettono in atto un potente effetto antinfiammatorio. Questo perché l’unico fattore sempre presente che lega i vari accidenti cardiovascolari (e non solo) è l’infiammazione e non l’aterosclerosi. Essa non sempre è una causa di cardiopatia, ma probabilmente ha una genesi infettiva in cui il colesterolo gioca un ruolo protettivo, anziché causale.

Ossidazione e colesterolo

Da numerose ricerche scientifiche emerge che è l’ossidazione del colesterolo e non la sua quantità ematica a fare la differenza. È infatti maggiormente a rischio di cardiopatia un paziente che, pur con colesterolemia a 150, abbia un forte stress ossidativo, rispetto ad un paziente con colesterolemia a 300 ma con uno stato ossidativo normale e che dunque non vede ossidato il proprio, elevato, colesterolo. Inoltre l’elevata quota di colesterolo ematico (anche di LDL) rappresenta un fattore favorevole per l’invecchiamento e non un ostacolo.

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association del 1990, ad opera del Dr. Harlan Krumholz, del Dipartimento di Medicina Cardiovascolare dell’Università di Yale, emerge che le persone oltre i 70 anni di età con colesterolo basso hanno una percentuale di mortalità doppia per arresto cardiaco rispetto alle persone con colesterolo alto. Infine altri studi scientifici molto più recenti ci dicono che colesterolo basso porta a problematiche neurovegetative con patologie invalidanti tipo parkinson, alzheimer ecc.

Eppure, nonostante le numerosissime evidenze contrarie, la lotta al colesterolo ha prodotto uno dei più grandi movimenti farmacologici della storia della medicina. Non solo le case farmaceutiche con le statine si sono messe in campo, ma persino le aziende di rimedi omeopatici, fitoterapici, organoterapici, etc. hanno dichiarato la loro personale battaglia contro questo ‘sterolo’. Anche per loro il colesterolo è il nemico da combattere, ma le loro indicazioni sono fuorvianti ed imprecise.

L’importanza del colesterolo

La vera battaglia va combattuta contro l’infiammazione e l’ossidazione patologica (con la dieta dunque), in modo che il povero colesterolo, così nobile e necessario al buon funzionamento del nostro organismo, potrà continuare ad aiutarci a sopravvivere, ricordando che il COLESTEROLO è il nostro precursore ormonale.

Da questa molecola così essenziale nella sintesi di vitamina D3, vitamina E, progesterone, dhea, testosterone, ecc. è prodotto in modo eccessivo per problematiche di stress -psico fisico, problematiche Virali, Epatiche e alimentazione non corretta povera di flavonoidi.

Quindi il Colesterolo non va inibito con farmaci come le le statine oppure riso rosso fermentato nella seconda fase della conversione da acetyl-CoA, da parte dell’enzima HMG-CoA, ma va modulato in base alla nostra richiesta ormonale. A dimostrazione degli effetti dannosi sul muscolo ad opera del farmaco, i pazienti che utilizzano supplementi di 100/ 200 mg giornalieri di Coenzima Q10 riducono il danno muscolare stesso.

Il coenzima Q 10

Un ulteriore studio ha registrato una riduzione della quantità di Coenzima Q10 nei muscoli delle persone in terapia con statina, mentre altre ricerche ci descrivono la biochimica dell’Ubidecarenone (Coenzima Q10), e il suo ruolo nel metabolismo cellulare, le evidenze del legame tra la sua deplezione e la terapia col farmaco e il rapporto tra la sua carenza e l’ipertensione arteriosa o la fibromialgia.

Il quadro dunque sta diventando sempre più chiaro. I Nostri mitocondri sede della conversione energetica hanno bisogno di grassi di qualità e pochi zuccheri per essere scomposti in ATP. Per produrre ATP abbiamo bisogno di coenzimi come il Q10 e vitamine B attive specifiche.In questo modo promuoviamo la fosforilazione ossidativa producendo energia necessaria affinché possiamo prevenire patologie CARDIO METABOLICHE.

Utilizzando nutraceutici mirati come Coenzima Q10, PQQ, D Ribosio, Acetil carnitina, lipoico, Citrullina, Vitamine B attive, magnesio malato, omega 3, possiamo prevenire le patologie cardiovascolari andando a rinforzare il nostro cuore con maggiore energia promuovendo tutti i meccanismi fisiologici che inibiscono l’infiammazione con produzione di glutatione, SOD, che ci permette di controllare lo stress ossidativo endogeno.

RINFORZA IL TUO CUORE E RINGIOVANISCI!

Tutto questo in un unico prodotto della Parafarmacia OVF: OVF Remitocondrial Plus, con Coenzima Q10, PQQ, Glutatione, SOD, Vitamine B attive e Magnesio.

Benessere Totale, DR Fabrizio Marrone.

https://parafarmaciaovf.it/6568-ovf-re-mitocondrial-plus-420g.html

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