LA DIETA CHE CI PROTEGGE DAL COVID 19

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La dieta chetogenica, attivando i mitocondri, può svolgere un’efficace azione preventiva che ci protegge dal COVID 19.

La produzione di corpi chetonici tramite il digiuno intermittente e la dieta chetogenica rappresenta il migliore trattamento per la disfunzione mitocondriale e il rilascio di citochine infiammatorie, soprattutto in questo periodo di complicanze da COVID 19. 

I benefici di una sana alimentazione

I benefici sulla longevità visti nelle ricerche in merito alla restrizione calorica sono dovuti al fatto che i nostri mitocondri diventano più efficienti e numerosi sfruttando particolari geni chiamati sirtuine; esse preferiscono un metabolismo di combustione dei grassi nei nostri mitocondri. Con una dieta chetogenica possiamo attivare un metabolismo di combustione dei grassi senza limitare il nostro consumo calorico. 

La chetosi tratta in modo efficiente tutti gli effetti collaterali di una dieta ricca in carboidrati: ansia, desiderio compulsivo per il cibo, irritabilità, tremori e sbalzi di umore. 

E’ un crimine scoraggiare il consumo di una dieta ricca in acidi grassi di qualità, considerando che una dieta chetogenica potrebbe aiutare nel prevenire tumori nei modelli umani e animali.

Essa è stata a lungo utilizzata con successo per curare l’epilessia, inoltre aumenta la capacita di recupero del nostro cervello contro stress e tossicità indotta nei nostri tessuti, contrastando tutte le citochine infiammatorie responsabili della maggior parte di patologie metaboliche ma anche virali. 

Inoltre aumenta anche la produzione del “valium” naturale del nostro cervello: il GABA . 

I corpi chetonici

In che modo la dieta chetogenica ci protegge dal covid 19?

L’aumento della produzione di acetyl-CoA, Glutatione, SOD, generato dai corpi chetonici spinge anche il ciclo di Crebs ad aumentare l’NADH mitocondriale che il nostro corpo usa in più di 450 reazioni biochimiche essenziali, compresi la comunicazione cellulare e l’assistenza della continua riparazione del DNA. 

Visto che il corpo chetonico principale, il beta-idrossibutirrico, è più ricco di energia del piruvato, produce di conseguenza più ATP. La chetosi aumenta inoltre la produzione di antiossidanti importanti legati ad elementi tossici del nostro ambiente, incluso il glutatione e Ubiquinolo, forma attiva del Coenzima Q10. 

I mitocondri provenienti dall’ippocampo di animali nutriti con una dieta chetogenica sono anche resistenti ai danni al mtDNA e sono molto meno predisposti ad indurre il suicidio cellulare l’apoptosi nei momenti inopportuni. 

Come dice Douglas C. Wallace, PhD, Direttore del Centro di Medicina su Mitocondri ed Epigenomica, “la dieta chetogenica può agire su vari livelli: può ridurre l’attività neuronale eccitatoria, aumentare l’espressione di geni bioenergetici, aumentare la biogenesi mitocondriale e la produzione di energia ossidativa, e aumentare la produzione di NADPH mitocondriale, dunque riducendo lo stress ossidativo mitocondriale.”

Il cheto-adattamento

Il cheto-adattamento è dimostrabile con un esame di Lipidomica eritrocitaria sul come costruiamo e manteniamo una composizione ottimale delle membrane, non solo grazie ai grassi salutari che forniamo attraverso la dieta, ma anche grazie ad una produzione ridotta di radicali liberi e di mediatori anti-infiammatori, oltre ad una produzione maggiore di antiossidanti. 

Si tratta veramente dello stato di equilibrio ideale. 

Infatti l’esame di Lipidomica ci dimostra il rapporto degli acidi grassi omega3/ Omega 6, omega 3 index per conoscere la salute del cuore, e rapporto acido Arachidonico/ EPA molto alto nella membrana eritrocitaria sottolinea una cascata pro-infiammatoria, dove una alimentazione povera di acidi grassi polinsaturi, ricca di zuccheri complessi e povera di antiossidanti, porta a patologie pericolose. 

Un carburante alternativo

Esistono due vantaggi chiave nell’avere corpi chetonici come carburante alternativo principale al glucosio per il cervello umano. Prima di tutto gli umani hanno normalmente riserve di grasso corporeo significative: vi è quindi una fornitura di acidi grassi per produrre chetoni. 

In secondo luogo, usare chetoni per mantenere parte del fabbisogno energetico del cervello quando la disponibilità di cibo è intermittente, rende disponibile del glucosio per altri usi e riduce notevolmente sia il rischio di un esaurimento da degrado, dannoso per i muscoli durante la sintesi del glucosio, sia il compromettere la funzione delle altre cellule che dipendono dal glucosio, ovvero i globuli rossi. 

Un attributo interessante riguarda il fatto che l’assorbimento di chetoni da parte del cervello è da quattro a cinque volte più veloce nei neonati e nei bambini che negli adulti. Dunque, in un certo senso, l’uso efficiente di chetoni da parte del cervello del bambino significa che hanno una riserva di carburante migliore rispetto ad un cervello adulto. Sebbene il ruolo dei chetoni come riserva di carburante sia importante, nei bambini rappresenta più che mai una riserva di carburante per il cervello; essi formano inoltre il substrato principale per la sintesi di lipidi cerebrali. 

Ho ipotizzato come l’evoluzione di una maggiore capacità di produrre chetoni sia co-evoluta insieme ad un allargamento del cervello umano. Questo aumento di capacità era direttamente legato all’evolversi delle riserve di acidi grassi nei depositi di grasso corporeo durante lo sviluppo fetale e neonatale. Per espandere la taglia del cervello e aumentare la sua sofisticazione in modo così notevole, avrebbe richiesto una fonte di energia affidabile e abbondante per un lungo periodo di tempo, probabilmente almeno un milione, se non due milioni di anni. 

Come contrastare la disfunzione mitocondriale

E’ incontestabile il fatto che una dieta chetogenica abbia effetti protettivi sul nostro cervello. Con tutta l’evidenza della sua efficacia nella disfunzione mitocondriale, può essere applicata a tutti noi che viviamo in un ambiente molto stressante e tossico. I corpi chetonici sono corpi guaritori che ci hanno aiutato ad evolvere e oggigiorno i nostri mitocondri sono sempre compromessi in un modo o nell’altro, visto che le probabilità in questo mondo tossico giocano a nostro sfavore. 

I nostri antenati più sani non hanno mai avuto a che fare con i livelli di tossicità con i quali viviamo oggigiorno e, ciononostante, mangiavano in modo ottimale. Considerando i tempi attuali e l’ambiente circostante, il minimo che possiamo fare è mangiare in modo ottimale per la nostra fisiologia. 

Per fare in modo che i corpi chetonici curanti circolino nel nostro flusso sanguigno, dobbiamo seguire una dieta alta in grassi buoni, limitare i carboidrati e moderare le proteine. Insieme al digiuno intermittente, che aumenta la produzione di corpi chetonici, e la resistance training, che crea mitocondri nuovi e attivi carichi di energia sottoforma di ATP, con mtDNA più salutari, possiamo ribaltare i pronostici. 

Quella che oggigiorno è considerata come una “dieta normale” rappresenta in verità un’aberrazione basata sulla scienza corrotta, che favorisce l’industria alimentare raffinata, creata da semi transgenici, fino alla farmaceutica. Se potessimo tornare indietro nel tempo, prima che la dieta moderna venisse normalizzata da interessi corporativi e pieni di sostanze artificiali e cancerogene, troveremo che la chetosi era lo stato metabolico normale. Lo stato metabolico degli umani di oggigiorno è aberrante. 

E’ tempo di cambiare e di capire la reale importanza di una sana alimentazione: la dieta chetogenica ci protegge dal covid 19, dobbiamo solo dargliene la possibilità!

Per approfondimenti:

https://www.hindawi.com/journals/omcl/2020/6401341/

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