GLI ESTROGENI: GLI ORMONI DEL BENESSERE

Gli estrogeni: gli ormoni del benessere che hanno un effetto protettivo contro l’infezione da Covid-19.

Mentre la pandemia COVID-19 continua a minacciare la salubrità globale, gli scienziati hanno notato che il coronavirus (SARS-CoV-2) la sindrome respiratoria acuta infetta i maschi con maggior frequenza e severità e un più alto tasso di mortalità. Un nuovo studio pubblicato sull’“American Journal of Obstetrics and Gynecology” riferisce che gli ormoni sessuali potrebbero pregiudicare la funzione della proteina di fusione che dipende dal ricevitore umano ACE2, così da impedire l’entrata del virus nella cellula ospite. Gli estrogeni stimolano la risposta umorale alle infezioni virali, mentre il testosterone e il progesterone danno una soppressione immunitaria delle risposte immunitarie sia innate che cellulo-mediate.
Si ipotizza dagli ultimi studi scientifici che gli estrogeni, in particolare l’estradiolo ma anche gli estrogeni sintetici come l’etinilestradiolo, possano proteggere le donne dalle complicazioni più gravi del COVID-19.

GLI ESTROGENI : COSA SONO E QUALE RUOLO HANNO NEL NOSTRO CORPO?
Si tratta di ormoni classicamente ritenuti femminili che determinano lo sviluppo dell’apparato genitale della donna, sono secreti dall’ovaio, dal surrene, dalla placenta durante la gravidanza, dal tessuto adiposo ed in piccoli quantitativi, anche dal testicolo. Regolano il ciclo mestruale, la gravidanza, la fertilità, i caratteri sessuali.
Le donne producono tre tipi di estrogeni, in base all’età, allo stile di vita, alla dieta, alla percentuale di grasso, all’assetto genetico, alla gravidanza sono:
1) estradiolo
2) estrone
3) estriolo

Gran parte degli studi effettuati negli ultimi decenni sul ruolo svolto dalla terapia sostitutiva a base di estrogeni nei confronti della salute dell’apparato cardiovascolare e del cervello, sul preservare l’integrità delle ossa, nonché nell’influenzare la probabilità di rischio di cancro al seno, sono stati condotti usando estrogeni di sintesi. Queste cure, associate solitamente a progestinici di sintesi, pur apportando diversi benefici (ridotta incidenza di fratture ossee e di cancro al colon), nel lungo termine hanno causato pesanti effetti collaterali, quali problemi cardiovascolari e cancro al seno, come osservato nel recentissimo studio condotto dal WHI (WOMAN HEALTH INITIATIVE) e pubblicato sulla rivista JAMA nel 2002.In particolare sarebbe il progestinico,piuttosto che l’estrogeno di sintesi,ad influire negativamente sulla salute dei due apparati. Per tale motivo negli ultimi anni, queste cure sono state decisamente accantonate a favore dell’utilizzo di cure con ormoni piu’consoni alla natura umana come gli ormoni bioidentici estradiolo, estriolo e progesterone naturale , DHEA ed i fitoestrogeni come KuZU, Trifoglio rosso, Luppolo, e soprattutto Genesteina estrogeno naturale piu’ attivo degli isoflavoni. E ’l’associazione estradiolo per via transcutanea e progesterone micronizzato,in particolare,ad essere la piu’ studiata con ottimi risultati in quanto ad efficacia e sicurezza (Sumino 2005-Scarabin2003-BMJ 2005-ESTHER STUDY 2006-Clavet 2006).

L’IMPORTANZA DI UN CORRETTO BILANCIO ORMONALE PORTA AL BENESSERE TOTALE
L’estradiolo è la forma prevalente di estrogeno dalla pubertà all’epoca menopausale; è responsabile delle molteplici funzioni che gli estrogeni esercitano a livello di tutte le cellule. E’ anche ritenuto l’estrogeno più potente prodotto dal corpo umano, sia per gli effetti positivi che per quelli negativi. Con l’avvento della premenopausa, intorno ai 45 anni, le ovaie iniziano ad atrofizzarsi e la produzione dell’estradiolo tende a scemare in modo progressivo, brusco o con andamento oscillante, in relazione a fattori individuali, come lo stato nutrizionale, la predisposizione genetica, lo stress e l’indice di massa corporea.

Molti dei classici sintomi sperimentati dalle donne in questa fase sono da attribuirsi alla caduta dell’estradiolo: vampate di calore, sbalzi d’umore, stanchezza costante, depressione, disturbi del sonno con vampate e sudorazioni, cali di memoria e del desiderio sessuale, pelle pallida, sottile e secca, secchezza vaginale e delle congiuntive, comparsa di rughe sottili attorno agli occhi e sul labbro superiore,capelli sottili e cadenti, disturbi delle vie urinarie,cedimento del seno,artralgie,flusso scarso, assente ed irregolare,cefalea e crampi durante il flusso.
La ridotta produzione dell’ormone favorisce altresì l’osteoporosi, l’accumulo di grassi nel sangue, l’ipertensione arteriosa, l’arterosclerosi, le patologie cardiovascolari, l’iperinsulinismo, da cui consegue un aumento del grasso addominale e successivamente diabete (Gerhard 1998,Dubey 2000,Chen 2001Christian2002).Il calo degli estrogeni è generalmente preceduto da quello del progesterone, mentre gli androgeni possono essere normali, ridotti o aumentati. La riduzione dei livelli di estradiolo si associa ad una progressiva crescita dei livelli degli ormoni ipofisari FSH ed LH.

Verso i 50 anni, si osserva un appiattimento di tutti gli ormoni sessuali fino alla scomparsa definitiva del ciclo che apre le porte alla menopausa, con aggravamento della sintomatologia. L’estradiolo è definito un ormone prettamente buono, visti gli effetti benefici su tutti gli organi ed apparati. Ma come avviene anche nel caso di altri ormoni, se presente in eccesso e non opportunamente bilanciato dal progesterone, può provocare effetti collaterali e fenomeni degenerativi a livello del seno e dell’utero. Questa situazione si manifesta di frequente in alcune donne, specie se obese, sotto stress o che hanno assunto progestinici, nel periodo della premenopausa, in cui si osservano normali o alti livelli di estrogeni e ridotta produzione di progesterone, oppure quando l’estradiolo viene usato nella terapia sostitutiva in dosi farmacologiche ed in modo improprio (non associato al progesterone).I primi segnali dell’eccesso di estrogeni, che si identificano in pratica con quelli sostenuti dalla carenza di progesterone e che si accentuano in fase premestruale, sono rappresentati da: nervosismo, sbalzi d’umore, insonnia, cefalea o emicrania, gonfiore e tensione al seno, ritenzione idrica, cellulite, gonfiore, tensione addominale, aumento del grasso addominale, sovrappeso, insufficienza venosa, mestruazioni abbondanti e successivamente iperplasia dell’endometrio con emorragie uterine, fibromi uterini, cisti al seno ed alle ovaie.

Riassumendo possiamo dire che l’ormone estrogeno agisce come un potenziale attore chiave nel fornire l’immunità contro alcune infezioni virali. Si è scoperto che è associato nel fornire immunità contro l’infiammazione polmonare acuta e il virus dell’influenza modulando la tempesta di citochine e mediando rispettivamente alterazioni immunitarie adattative. Le donne sono meno colpite dall’infezione da SARS-CoV-2 a causa della possibile influenza dell’ormone estrogeno rispetto agli uomini. La Scienza medica che si occupa di ristabilire l’equilibrio ormonale si chiama ENDOCRINOLOGIA

Dr Fabrizio Marrone, Formulatore Nutraceutico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *