MUTAZIONE DEL GENE MTHFR: CAUSE E RIMEDI

La mutazione da citosina (C) a timina (T) in posizione 677 del gene della MTHFR (MetilenTetraHydroFolatoReduttasi) causa una riduzione del 50 % dell’attività enzimatica di questa proteina. Questa variante ha una trasmissione autosomica recessiva e porta ad un aumento del livello plasmatico di omocisteina, specie dopo carico orale di metionina.

La frequenza genica della mutazione in Europa è del 3-3,7%, con una prevalenza del genotipo omozigote pari all’8-15% della popolazione e del genotipo eterozigote pari al 42-46%.

MTHFR è l’acronimo per “metil-tetraidrofolato reduttasi”, ossia un enzima che converte i folati provenienti dal cibo nella forma attiva di 5-metiltetraidrofolato. Il gene MTHFR contiene le istruzioni affinché l’enzima funzioni correttamente.

I FOLATI

I folati, indicati anche come vitamina B9, sono molecole provenienti dal cibo e che rientrano in numerose reazioni organiche. Vediamo quali:– Aiutano la sintesi di DNA e RNA. Una carenza di folati in soggetti “a rischio” può essere cruciale: è il motivo per cui si consiglia alle donne di integrarli in epoca concezionale, dove la replicazione cellulare dell’esserino in formazione è molto accelerata e necessita di un supporto dai folati per evitare danni permanenti al DNA;
– Permettono la sintesi del SAMe, un coenzima che consente il trasferimento di gruppi metilici (reazioni di metilazione);
– Sono coinvolti nel metabolismo di serotonina, dopamina e norepinefrina, molecole di fondamentale importanza per l’equilibrio psichico;
– Permettono la formazione e la maturazione dei globuli rossi e bianchi, di conseguenza una carenza di folati implica problemi sia a livello di immunità, sia a livello di trasporto di ossigeno ai veri tessuti;
– Sono essenziali per la detossificazione dell’omocisteina.

“Folati” e “acido folico” non sono la stessa cosa: l’acido folico è sintetico e non si trova in natura; per essere utilizzato dal corpo in forma di folato, l’acido folico deve passare attraverso numerose reazioni, mentre i folati sono subito metabolizzati nel piccolo intestino. Oltre a non essere immediatamente disponibile per l’utilizzo, l’acido folico può diventare pericoloso quando si accumula: diversi studi l’hanno associato ad un aumentato rischio di cancro al colon.

COSA COMPORTA LA MUTAZIONE DEL GENE MTHFR?
Quando funziona bene, il gene MTHFR permette di attivare i folati, cosicché essi entrino in tutte le vie metaboliche sopra citate. In particolare, è fondamentale ricordare che i folati attivi rientrano in tutte le reazioni di metilazione del nostro organismo. Esse intervengono nei seguenti processi:

– Riparazione e costruzione di DNA e RNA
– Rafforzamento e costruzione del sistema immunitario
– Produzione di energia e di energia mitocondriale
– Risposta stressogena
– Processi ormonali
– Supporto di neurotrasmettitori (sostanze chimiche che fanno da messaggeri cerebrali)

La mutazione del gene comporta una perdita di funzione (di entità variabile)a cascata tutte le reazioni sopra indicate; nel loro complesso, subiranno rallentamenti.
Nello specifico:
– Possono esserci problemi di fertilità o di poliabortività;
– Si è maggiormente esposti a rischio cardiovascolare, per aumentata probabilità trombotica;
– Si manifestano problemi a livello di trasmissione neuronale, con conseguenze sulla sfera psichica (la depressione, il disturbo bipolare, la schizofrenia e il disturbo ADHD possono essere sintomi);
– I telomeri, ossia le parti cromosomiche responsabili dell’invecchiamento, sono maggiormente esposte al rischio ossidativo: invecchiamo prima, e peggio;
– Si è maggiormente esposti allo stress, perché il corpo ha meno armi di difesa;
– Si hanno meno riserve antiossidanti, poiché il glutatione (il maggior antiossidante endogeno) è supportato dai folati attivi;
– Il sistema immunitario risulta essere più fragile e maggiormente prono a malattie autoimmuni;
– E’ compromesso il lavoro dei mitocondri, le vere e proprie centrali energetiche del nostro corpo: non solo il metabolismo rallenta (siamo più stanchi, apatici, sonnolenti, con digestione e intestino impigriti), ma siamo anche più predisposti alle malattie mitocondriali (il cui interesse scientifico si è aperto negli ultimi anni);
– Vi è una maggior suscettibilità agli xeno-estrogeni, con possibile manifestazione della condizione di estrogeno-dominanza: nelle donne si possono avere fibromi a seno o ovaie, sindrome premestruale invalidante, endometriosi; negli uomini ci può essere una compromissione endocrina a livello di testosterone.

COME AIUTARCI CON L’ALIMENTAZIONE
Cosa poter fare a livello di alimentazione? Un’alimentazione ed un’integrazione ad hoc possono aiutare qualora ci fosse la mutazione del gene MTHFR.
Vi starete chiedendo: in che modo c’entra la dieta? Semplice: dovete ricordare che questo gene rende attivi i folati, e che i folati sono derivati dall’alimentazione. Inoltre, i disturbi cui la mutazione è associata (rischio cardiaco, squilibri ormonali, accumulo di tossine…) possono essere migliorati attraverso un’alimentazione specifica e personalizzata, eventualmente supportando con adeguata supplementazione.

Ecco alcuni consigli utili a poter aiutare il corretto funzionamento del gene:
– Aumentate il consumo di alimenti ricchi di folati, così da aver maggiori possibilità che vengano usati correttamente nelle reazioni di metilazione (ricordate: il gene non è mai compromesso al 100%, quindi avete sempre un residuo più o meno cospicuo di funzionalità). Troviamo elevato contenuto di folati in: vegetali a foglia verde (spinaci, tarassaco, catalogna…), asparagi, broccoli, avocado, mango, arance, albicocche, pesche.
– Non assumete integrazioni di acido folico, ma solo di folati (poco sopra in questo articolo ho spiegato perché). E’ utile integrare contemporaneamente anche la vitamina la B12 in forma di metilcobalamina (non cianocobalamina).
– Le persone con la mutazione MTHFR A1298C possono purtroppo avere problemi digestivi e intestinali, che si manifestano con gastrite, colon irritabile, episodi frequenti di dissenteria. Diventa prioritario prendersi cura dell’intestino con indicazioni dietetiche specifiche, tra le quali: ridurre il consumo di alimenti processati, zuccherati e derivati da agricoltura/allevamento intensivo; ridurre il consumo di latticini e glutine; introdurre alimenti probiotici; consumare frequentemente brodo di carne da allevamento grass-fed (il collagene aiuta a risolvere condizioni di leaky-gut), aumentare il consumo di grassi salutari (olio extravergine, pesce selvaggio, noci non trattate, avocado, olio di cocco, tuorlo di uova biologiche, ghee, carne grass-fed).
– La mutazione MTHFR C677T, come abbiamo visto, può creare anche problemi a livello neurologico, con implicazioni in caso di ansia, depressione, disturbo bipolare e schizofrenia; in questi casi è utile pensare a un’integrazione di omega-3, sia sottoforma di un maggior consumo di alimenti che li contengono (pesce selvaggio, sarde, suri, sardine, sgombri), sia come supplementazione (purché i prodotti siano certificati essere esenti da metalli pesanti e confezionati secondo criteri adeguati ad un nutriente tanto delicato come gli omega-3).
– Il danno principale della mutazione MTHFR è l’accumulo di omocisteina, i cui alti livelli sono collegati ad un aumentato rischio cardiovascolare anche in giovane età. Oltre a sopperire al malfunzionamento attraverso adeguata integrazione di folati e meticobalamina, è utile adottare le linee guida per la prevenzione di eventi cardiaci: evitare l’uso di tabacco e alcol, introdurre alimenti ricchi di fibra, provvedere a fornire all’organismo alimenti ricchi di omega-3, magnesio, selenio, vitamine C-D-E ed antiossidanti.

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