BIOSSIDO DI TITANIO

Impatto dell’additivo alimentare biossido di titanio (E171) sull’interazione microbiota intestinale-ospite
ECCO PERCHE’ NEI NOSTRI INTEGRATORI OVF NON ABBIAMO MAI UTILIZZATO IL BIOSSIDO DI TITANIO!

L’Efsa, l’European Food Safety Authority con sede a Parma, ha pubblicato un nuovo parere sul biossido di titanio, sostenendo che non si può più considerare sicuro come additivo alimentare.
“Bene che l’Efsa abbia aggiornato il suo parere sul biossido di titanio, ritenendo non sicuro il suo utilizzo. E’ un passo avanti molto importante per la tutela della salute dei consumatori” afferma Agostino Macrì, responsabile dell’Area sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il biossido di titanio è una sostanza chimica che non è impiegata solo nei cosmetici o nelle vernici, ma, purtroppo, anche per dolciumi come i confetti, chewing gum, salse e creme varie” prosegue Macrì.

“Il suo impiego aveva già sollevato molti dubbi sulla sua sicurezza. Ora l’Efsa, che a suo tempo si era espressa a favore del suo impiego, ha proceduto a un riesame dell’intera documentazione scientifica oggi disponibile ed è giunta alla conclusione che il suo utilizzo come additivo alimentare è potenzialmente dannoso. Non possiamo che concordare con questa opinione e ora confidiamo che la Commissione europea decida al più presto per la sua sospensione” conclude Macrì. L’interazione tra microbiota intestinale e l’ospite gioca un ruolo centrale nella salute.

Disbiosi, cambiamenti dannosi nel microbiota intestinale e infiammazione sono stati segnalati nelle malattie non trasmissibili.
Mentre la dieta ha un profondo impatto sulla composizione e sulla funzione del microbiota intestinale, il ruolo degli additivi alimentari come il biossido di titanio (TiO2), prevalente negli alimenti trasformati, è meno stabilito. In questo progetto, abbiamo studiato l’impatto del TiO2 alimentare sul microbiota intestinale dei topi quando somministrato per via orale tramite acqua potabile. Sebbene il TiO2 abbia avuto un impatto minimo sulla composizione del microbiota nell’intestino tenue e nel colon, abbiamo scoperto che il trattamento con TiO2 potrebbe alterare il rilascio di metaboliti batterici in vivo e influenzare la distribuzione spaziale dei batteri commensali in vitro promuovendo la formazione di biofilm. Abbiamo anche trovato una ridotta espressione del gene della mucina 2 del colon, un componente chiave dello strato di muco intestinale, e una maggiore espressione del gene della beta defensina, indicando che il TiO2 ha un impatto significativo sull’omeostasi intestinale. Questi cambiamenti sono stati associati all’infiammazione del colon, come dimostrato dalla diminuzione della lunghezza della cripta, dall’infiltrazione di cellule T CD8+, dall’aumento dei macrofagi e dall’aumento dell’espressione di citochine infiammatorie.


Questi risultati mostrano collettivamente che il TiO2 non è inerte, ma piuttosto altera l’omeostasi intestinale che a sua volta può innescare l’ospite per lo sviluppo della malattia.


FONTI
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31165072/
https://www.agenpress.it/alimenti-efsa-biossido-di-titanio-non-e-sicuro/

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