LA CANNABIS COME PIANTA MEDICINALE

LA CANNABIS COME PIANTA MEDICINALE: USO MEDICO DI OLIO CBD SU DOLORE E FIBROMIALGIA
Il Cannabidiolo (CBD) sta emergendo come un potente rimedio naturale con proprietà anti-infiammatorie e la capacità di aiutare diverse malattie precedentemente irreparabili. I pazienti riferiscono sollievo dopo l’assunzione del CBD per una varietà di condizioni, in particolare nel dolore severo, senza gli effetti avversi inebrianti della marijuana visto che non contiene THC la molecola psicotropa. 


Può aiutare a combattere il cancro, la Fibromialgia, Artrite, l’intestino irritabile, l’epilessia, schizofrenia, Alzheimer, depressione , fino alla prevenzione del Coronavirus visto gli effetti immunomodulatori, e antinfiammatori e può mitigare la produzione incontrollata di citochine responsabili del danno polmonare acuto. In questo articolo ho esposto gli studi scientifici più recenti di questo periodo storico, che dimostrano gli enormi benefici per la salute del CBD. 

Da pochi mesi è possibile acquistare l’olio di CBD, soprattutto online legalmente senza alcun bisogno di prescrizione medica. Il fatto che quindi il CBD sia diventato una risorsa disponibile per tutti mi ha spinto a diffondere quanta più conoscenza possibile su di esso.

Vediamo come agisce in prevenzione e sintomi post Covid 19. 
Suggeriamo l’ipotesi che il cannabidiolo (CBD), fitocannabinoide non psicotropo, abbia il potenziale per limitare la gravità e la progressione della malattia per diversi motivi. Gli estratti di Cannabis sativa ad alto contenuto di cannabidiolo sono in grado di ridurre l’espressione dei due recettori chiave per SARS-CoV2 in diversi modelli di epiteli umani. Il cannabidiolo esercita un’ampia gamma di effetti immunomodulatori e antinfiammatori e può mitigare la produzione incontrollata di citochine responsabile del danno polmonare acuto. Riducendo specifiche citochine come l’interleuchina (IL)-6, IL-1b e IL-17, potremmo essere in grado di ridurre l’infiammazione e quindi porre fine alle difficoltà e ai danni respiratori, e i risultati degli esperimenti di questi ricercatori hanno sostenuto questa teoria.

I topi trattati con CBD hanno visto ridotta l’espressione dell’IL-6, un importante marker per le tempeste di citochine, e abbassato i livelli di altre citochine proinfiammatorie. Inoltre essendo un Agonista PPARγ, può mostrare un’attività antivirale diretta . Infatti gli agonisti PPARγ sono regolatori dell’attivazione dei fibroblasti / miofibroblasti e possono inibire lo sviluppo della fibrosi polmonare,migliorando così la funzione polmonare anche nei pazienti guariti. 

Il cannabidiolo (CBD) è un costituente non psicotomimetico della Cannabis sativa con un grande potenziale psichiatrico, compresi gli usi come composto simile a farmaci antidepressivi e ansiolitici , induce il sonno naturale stimolando la produzione di serotonina , e seriamente puo’ essere utilizzato nella cura e prevenzione del cancro abbinato a cure farmacologiche. 
Nel cancro al seno, l’espressione del recettore cannabinoide, CB1-R è moderata, ma l’espressione di CB2-R è alta, il che è correlato all’aggressività del tumore. I recettori CB bloccano la progressione del ciclo cellulare e la crescita cellulare e inducono l’apoptosi delle cellule tumorali inibendo le vie di segnalazione pro-oncogeniche attive costitutive, come la via della chinasi regolata dal segnale extracellulare. Riducono l’angiogenesi e le metastasi tumorali nei modelli di carcinoma mammario animale. I CB non sono attivi solo contro i recettori per gli estrogeni positivi, ma anche contro le cellule di cancro al seno resistenti agli estrogeni. Nelle cellule di carcinoma mammario positivo e triplo negativo del recettore del fattore di crescita epidermico umano 2, il blocco della segnalazione della proteina chinasi B e della cicloossigenasi-2 tramite CB2-R previene la progressione del tumore e le metastasi.. In sintesi,I CB sono già somministrati a pazienti con cancro al seno nelle fasi avanzate della malattia, ma potrebbero anche essere efficaci se abbinati alle cure farmacologiche nella prima fase e in prevenzione. 

Le sostanze endocannabinoidi sono naturalmente prodotte dal nostro corpo, regolano la nostra vita dalla nascita alla morte e sono persino contenute nel latte materno; regolano diverse funzioni del sistema nervoso, dell’apparato cardiaco, del sistema riproduttivo , del sistema immunitario e in fine i recettori nocicettivi del dolore e infiammazione. 
La maggior parte delle persone sperimenta un dolore nocicettivo. Quando le fibre nervose individuano una lesione, innescano una risposta al dolore tramite il sistema nervoso centrale (SNC). Le cause di dolore nocicettivo includono lividi, bruciature o fratture. Ad ogni modo, non esiste unicamente il dolore di tipo nocicettivo. C’è anche il dolore neuropatico, una sensazione collegata al sistema neurologico dell’organismo. 

La Fibromialgia è una sindrome da dolore cronico, caratterizzata da dolore muscoloscheletrico cronico, affaticamento e disturbi dell’umore.
Viene definita come una malattia caratterizzata da disfunzione dei neurocircuiti, che coinvolgono la percezione , la trasmissione e la processazione degli stimoli nocicettivi afferenti, con la prevalente manifestazione di dolore intenso e lancinante , un intorpidimento, o una sensazione di bruciore soprattutto a partire dalle gambe. 
In caso di dolore cronico, vengono generalmente prescritti farmaci antidolorifici e antidrepessivi. Purtroppo, talvolta essi risultano inefficaci, possono generare effetti collaterali e creare dipendenza. Ecco perché molti scienziati stanno esaminando soluzioni alternative come l’olio di CBD. Questa molecola potrebbe rappresentare un rimedio utile contro il dolore e, secondo la letteratura scientifica , non presenta indizi di potenziale rischio di abuso o dipendenza. 


Il cannabidiolo viene impiegato anche per il trattamento del dolore provocato da un’infiammazione.
Vari studi scientifici hanno indagato l’efficacia del cannabidiolo su molte condizioni infiammatorie, come nel caso dell’artrite è una delle patologie notoriamente in grado di provocare dolore nocicettivo cronico e acuto. Questa condizione esiste in oltre 200 varianti diverse e colpisce moltissime persone. Si tratta di una malattia degenerativa che limita la mobilità, e al momento non esistono cure. Ad ogni modo, nel 2000, il Kennedy Institute of Rheumatology ha raggiunto risultati promettenti. Gli scienziati hanno testato l’efficacia del CBD su ratti affetti da artrite. Hanno quindi scoperto che la somministrazione (orale) quotidiana di 25mg generava “un’azione immunosoppressiva e antinfiammatoria”. In conclusione, il CBD esibiva “potenti effetti anti-artrite” nelle cavie animali. È dimostrato che l’assunzione di CBD protegge le articolazioni contro danni gravi e riduce l’infiammazione.

Riassumendo, che cosa è il CBD? 
Il CBD o cannabidiolo è uno dei più di 80 composti presenti nella cannabis che appartengono a una classe di ingredienti chiamati cannabinoidi. Fino a poco tempo fa il THC (tetraidrocannabinolo) aveva ottenuto la maggior parte dell’attenzione perché è l’ingrediente che produce gli effetti psicoattivi. Il CBD, a differenza del THC, non produce effetti psicoattivi non e’ una droga ma è studiato dalla comunità scientifica arrivando a dimostrare che è in grado di trattare una vastissima gamma di malattie molte delle quale in precedenza intrattabili. 
Non si sono riscontrati effetti collaterali . La lista dei suoi benefici è in continua crescita.
Secondo uno studio del 2013 pubblicato dal British Journal of Clinical Pharmacology, i vantaggi del CBD sono molteplici:

Questi includono:
• Ansia , depressione 
• Dolore
• Parkinson
• Epilessia
• Sclerosi multipla
• Reumatismi 
• Cancro 
• Emicrania
• Fibromialgia
• Depressione.

POSOLOGIA: 
1) Iniziare con 2 gocce al mattino + 3 gocce alla sera (totale 5 gocce/giorno).
2) Continuare per 3-4 giorni annotando miglioramenti nei sintomi e reazioni del corpo.
3 )Se ben tollerato aumentare di 1-2 gocce al mattino + 1-2 gocce alla sera e continuare con questo dosaggio per 3-4 giorni.
Ripetere i punti 2 e 3 fino a quando i sintomi sono migliorati in modo stabile (cioè sono spariti o non c’è più miglioramento dopo aver aumentato il numero di gocce).
Chiedere sempre al proprio medico o farmacista di impostare la posologia in base alla propria patologia infiammatoria. Il Dosaggio consigliato va dal 20 % fino al 30 % Di CBD arricchito con iridoidi e terpeni di alta qualita’. 

Il sistema endocannabinoide si attiva naturalmente e basta monitorare l’integrazione. Stimola il sonno e rilassamento in condizioni di piacere attivando il nostro sistema immunitario. E’ connesso alla vita cosciente, all’espansione di coscienza e alla ghiandola pineale. Ci rilassa, favorisce la digestione e l’assimilazione dei nutrienti,migliora il sonno, stimola il dimenticare: il corpo ha bisogno di dimenticare, la mente ha bisogno di lasciare andare per vivere serenamente e superare i traumi. L’ansia e la depressione sono patologie che colpiscono gli esseri umani in molti aspetti della vita, tra cui la vita sociale, la produttività e la salute.

E’ inoltre una potenziale cura per il trattamento della neuroinfiammazione, Virus e infiammazioni polmonari, epilessia, lesioni ossidative, vomito e nausea, psoriasi, ansia e schizofrenia.

Dr Fabrizio Marrone 
Farmacista esperto in Nutraceutica 

FONTI
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32519753/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32519753/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24923339/

https://parafarmaciaovf.it/cerca?controller=search&orderby=position&orderway=desc&search_query=cbd

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